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giovedì 10 novembre 2011

Aristotele: Democrazia, Leggi, Eguaglianza e Buon governo

La vera GARANZIA DI UN BUON GOVERNO consiste nel provvedere che LE LEGGI SIANO RISPETTATE e nel NON PERMETTERE MAI LA BENCHE' MINIMA INFRAZIONE, le infrazioni lievi, infatti, sono insensibili, ma sono come le piccole spese che sommandosi le une alle altre PORTANO ALLA ROVINA.
Aristotele

di: I GRECI E LA LORO SAGGEZZA Massime, Sentenze e Aforismi..

... Maria Teresa Adamo:
Nello stesso tempo nessuno tra i cittadini deve ritenere di APPARTENERE A SE STESSO ma tutti allo Stato perchè CIASCUNO E' PARTE DELLO STATO e la CURA DI CIASCUNA PARTE deve naturalmente tener conto della CURA DEL TUTTO.
ARISTOTELE

Gli aforismi dei filosofi:
La DEMOCRAZIA ha origine nell'idea che coloro che sono EGUALI sotto un qualsiasi rispetto sono eguali sotto tutti i rispetti; essendo EGUALMENTE LIBERI, gli uomini pretendono di essere ASSOLUTAMENTE EGUALI.
Aristotele 
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Protesta contro le ingiustizie di Stato

Aristotele, La speranza

 
Aristotele, in Diogene Laerzio, Vite dei filosofi
 

Aristotele: Leggi e Buon Governo

La vera garanzia di un buon governo consiste nel provvedere che LE LEGGI SIANO RISPETTATE e nel non permetterne mai la benchè minima infrazione, le infrazioni lievi, infatti, sono insensibili, ma sono come le piccole spese che sommandosi le une alle altre portano alla rovina. Aristotele

Nello stesso tempo nessuno tra i cittadini deve ritenere di appartenere a se stesso ma tutti allo Stato perchè ciascuno è parte dello Stato e la cura di ciascuna parte deve naturalmente tener conto della cura del tutto.
ARISTOTELE

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Aristotele
di: I GRECI E LA LORO SAGGEZZA

 

Aristotele: Natura del desiderio

È nella NATURA DEL DESIDERIO  di NON POTER ESSERE SODDISFATTO, 
e LA MAGGIOR PARTE DEGLI UOMINI VIVE SOLO PER SODDISFARLO.
Aristotele

http://casaeditriceonline.it/1052/aforismi-aristotele.html

Aristotele. Citazioni e Aforismi

Ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo


http://casaeditriceonline.it/1052/aforismi-aristotele.html

Aristotele: Filosofia e giustizia

Filosofia e giustizia: Aristotele     


Aristotele parla di giustizia fondata sulla proporzione e sull'uguaglianza e distingue tra due concetti importanti quando si affronta questo tema: "giustizia distributiva" e "giustizia commutativa".
Aristotele sostiene che la "giustizia distributiva" consiste nel "dare a ciascuno il suo", in base alla proporzione, ovvero "secondo lo stesso rapporto che vi è reciprocamente tra i singoli contributi", mentre la "giustizia commutativa o regolatrice" fa perno sul concetto di uguaglianza tra individui, nella misura in cui tende a riparare i danni subiti, indipendentemente dalle differenze tra gli stessi individui.
Nella "giustizia commutativa o regolatrice", che fa riferimento alle relazioni sociali, l'equità trova la sua garanzia più piena ed autentica in un giudice capace, in nome del "giusto mezzo", di togliere a colui che si è avvantaggiato con iniquità per dare a chi ha perso, ristabilendo, in questo modo, la giustizia.
Ma ecco, senza bisogno di ulteriori commenti, le precise parole di Aristotele: "Ciò che invece è giusto nelle relazioni sociali è una certa equità e l'ingiusto una iniquità, non però secondo quella proporzione geometrica bensì secondo quella aritmetica. Infatti non v'è alcuna differenza se un uomo per bene ha rubato a un uomo dappoco o un uomo dappoco a uno per bene: né se chi ha commesso adulterio fosse un uomo per bene o un uomo dappoco; bensì la legge bada soltanto alla differenza del danno (e tratta le persone come eguali), cioè se uno ha commesso ingiustizia e un altro l'ha subita, se uno ha recato danno e un altro l'ha ricevuto. Cosicché il giudice si sforza di correggere questa ingiustizia, in quanto iniqua; e quando l'uno abbia ricevuto percosse e l'altro le abbia inferte, oppure anche uno abbia ucciso e l'altro sia morto, il subire e l'agire sono stati in rapporti d'iniquità: allora si cerca di correggerli con una perdita sottraendo così da ciò che era in vantaggio.
Si parla di vantaggio in tali cose solo in senso generale, anche se per taluni, come per chi ha percosso, la parola "vantaggio" non sia propria e così la parola "perdita" per chi ha subìto. Ma quando si voglia misurare ciò che si subisce, allora si può parlare di perdita e di vantaggio. Cosicché l'equo è il medio tra il più e il meno; il vantaggio e la perdita sono poi in senso opposto il più e il meno, il vantaggio è un più rispetto al bene e un meno rispetto al male, la perdita è il contrario: tra di essi l'equo è, come s'è detto, la via di mezzo ed è ciò che diciamo giusto: cosicché la giustizia correttiva sarebbe il medio tra il danno e il vantaggio".

Fabio Gabrielli

Aristotele: La Filosofia


La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile.